Dehoniana Informationes n. 4-98

IL CUORE DI CRISTO PER UN MONDO NUOVO (PARAY-LE-MONIAL 1995)

A Paray-le-Monial (Francia), dal 13 al 15 ottobre 1995, c'è stato un Colloquio su iniziativa della Comunità Emmanuel, una delle nuove forme di vita comunitaria, con la collaborazione dei cappellani di Paray-le-Monial e il sostegno della Chiesa locale (diocesi di Autun). Il Colloquio aveva per tema "Il Cuore di Cristo per un mondo nuovo".

Una ventina di Congregazioni o Associazioni erano state invitate a presentare, a partire dalla propria origine e secondo l'evoluzione vissuta ieri e oggi, il loro originale approccio al mistero del Cuore di Cristo.

Da secoli, e soprattutto in quello scorso, molti hanno consacrato la propria esistenza a vivere e testimoniare tale mistero. Dopo un periodo di silenzio, di contestazione e di interrogativi, la teologia e la spiritualità del Cuore di Cristo ritrovano a poco a poco equilibrio e vitalità al servizio della missione: soprattutto tra le Congregazioni o movimenti fondati per tale fine.

Il Colloquio di Paray-le-Monial si proponeva di far apparire qualcosa di questo lavoro di maturazione e di riespressione. A tale scopo, gli organizzatori hanno raccolto tradizioni molto diverse, per sottolineare la loro ricchezza complementare. Si voleva comprendere meglio il ruolo della contemplazione del Cuore di Cristo nel servizio che la Chiesa presta all'annuncio del Vangelo oggi: "Il Cuore di Cristo per un mondo nuovo".

La nostra Congregazione ha partecipato al Colloquio con i PP. André Blaise e André Perroux, della Provincia Francese. Padre Perroux ha presentato, in un riassunto, il contributo di Padre Dehon e come la Congregazione e la Famiglia dehoniana si sforzano di viverlo oggi (cf. il testo in "Dehoniana" 1996/3, pp. 21-53: "Une vie consacrée au Coeur de Jésus: le Père Dehon").

Gli Atti del Colloquio sono stati pubblicati, nello scorso aprile, dalle Edizioni dell'Emmanuel, sotto lo stesso titolo del Colloquio: "Le Coeur du Christ pour un monde nouveau". Il volume, composto di 275 pagine, porta gli interventi delle Congregazioni e movimenti invitati, e quindi anche l'intervento sul Padre Dehon. Ospita inoltre le "Questioni per il prossimo secolo" (la riparazione, il Cuore Eucaristico di Gesù, ecc...), che sono state trattate durante il Colloquio.

(André Perroux, scj)

PRESENZA DEHONIANA IN UN CONGRESSO EUROPEO

Dall'8 al 10 maggio si è tenuto a l'Aia, Olanda, un "Congresso Europeo" per commemorare il 50º anniversario del primo "Congresso sull'Unione Europea", presieduto da Winston Churchill.

Quella che nel 1948 poteva sembrare un'utopia di visionari oggi è una realtà, anche se ancora lacunosa. Prima di tutto, perché non abbraccia tutta l'Europa e poi perché istituzionalmente è ancora troppo "l'Europa dei governi nazionali", dei mercati e della moneta, e poco "dei cittadini", della politica, del sociale, della cultura. Saranno queste le fasi essenziali da perseguire per una Unione completa e duratura delle nazioni, che garantisca a tutti i cittadini libertà, sicurezza, lavoro, sviluppo culturale e qualità della vita.

Questi temi sono stati sottolineati e messi a fuoco dai vari interventi delle personalità intervenute. Ricordiamo, fra gli altri, la Regina d'Olanda, Mário Soares, Danielle Mitterand, Valéry Giscard D'Estaing, Emilio Gabaglio, Santer...

L'Unione vera esige attenuazione degli egoismi, che purtroppo affiorano troppo spesso a livello dei popoli, convergenza sui valori dell'uomo, apertura verso i popoli del Mediterraneo, convinzione che l'Europa va dall'Atlantico agli Urali, dal mare del Nord al Mediterraneo e che le differenze culturali possono diventare la vera ricchezza della futura Europa.

Al Congresso ha preso parte, su invito del Movimento Federalista Europeo e del CIME (Comitato Italiano Movimento Europeo) anche una ristretta rappresentanza del "Movimento dehoniano Europeo" di Napoli, guidata dal P. Franco Gualtieri (IM).

Il Movimento dehoniano Europeo in data 30 aprile 1998 era stato accolto come partner del CIME, nella cui organizzazione gli sono stati attribuiti due seggi nel Consiglio Nazionale e un seggio nel Comitato Direttivo. I tre prescelti a occupare i seggi sono laici.

Nella sede del CIME, in Roma, il dehoniano P. Muzio Ventrella (IM), il 30 aprile scorso, aveva brevemente ricordato un discorso e due articoli di P. Leone Dehon (1898) in cui egli, 100 anni fa, auspicava che l'Europa ritornasse a essere il continente della giustizia e della libertà (dal "Regno sociale del S. Cuore di Gesù"). Vari membri del Consiglio Nazionale e del Direttivo del CIME sono stati discepoli dei Padri Dehoniani.

Riteniamo che la costituzione dell'Unione Europea vada sostenuta sia perché i popoli devono orientarsi sempre più verso l'unione della famiglia umana, sia perché l'Unione Europea, che potrà diventare esempio per gli altri continenti, poggi sulla bimillenaria cultura cristiana e si ispiri alla Dottrina Sociale della Chiesa.

Ascoltando i vari interventi a l'Aia, ci sembrava di risentire con parole e accenti diversi la "Pacem in Terris" di Giovanni XXIII e la "Gaudium et Spes" del Concilio Vaticano II.

(Franco Gualtieri, scj)

PASSA IN ITALIA LA LEGGE SULL'OBIEZIONE DI COSCIENZA

Dopo tanto lavoro e forme pacifiche di lotta, il dehoniano P. Angelo Cavagna, della Provincia Italiana Settentrionale, Presidente del GAVCI (Gruppo Autonomo di Volontariato Civile in Italia) vede coronati gli sforzi di raggiungere l'obiettivo di una giusta legge sull'obiezione di coscienza. Della sua gioia vuole rendere partecipe il Superiore Generale e i confratelli, con il messaggio che si trascrive.

"Prendendo l'occasione della Giornata Mondiale della Obiezione di Coscienza, esprimo, a nome di tutto il GAVCI, profonda soddisfazione per l'approvazione della nuova legge-obiettori, avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio da parte della Commissione Difesa del Senato. Rimangono due atti: l'approvazione da parte dell'Assemblea del Senato e la firma del Presidente della Repubblica. Poi dipenderà molto dall'applicazione concreta della nuova legge, soprattutto per quanto attiene alla formazione prevista per tutti gli obbiettori. La qualità dell'obiezione e del servizio civile si gioca sulla formazione.

'Per questo, il GAVCI ha tenuto fede fino a oggi al Mese residenziale di formazione. Se ci sarà formazione, ci sarà qualità. E se ci sarà qualità, "non vi sarà pericolo di anarchia o ribellione, ma un movimento di rettifica morale contro gli egoismi nazionali, l'educazione militaresca e gli odi fra i popoli' (Don Sturzo, Londra, 14 marzo 1933).

Auspico che si concluda l'iter della legge, entro questo mese di maggio!"

(P. Angelo Cavagna, scj, presidente del GAVCI)