CONGREGAZIONE DEI SACERDOTI DEL S. CUORE DI GESU'

Via Casale s. Pio V, 20 165 Roma

14 maggio 1997 Comunicato stampa Si riunisce oggi (14 maggio 1997) il XX Capitolo Generale della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani), costituito da rappresentanti di tutte le Provincie e Regioni, sintesi e simbolo della Congregazione stessa che conta attualmente 2301 membri. Comunità temporanea particolarmente significativa dell'unità dello Spirito, ma anche della diversità delle situazioni e delle culture, il Capitolo Generale costituisce la più alta espressione della collegialità nell'Istituto. I componenti dell'Assemblea con diritto di voto sono 77: 8 dalla Curia Generale, 22 Superiori provinciali, 6 Superiori Regionali, 41 delegati dalle Provincie. Per decisione presa dai Superiori provinciali in una riunione previa preparatoria al Capitolo sono stati invitati un rappresentante della Comunità Malgascia e uno della Comunità delle Filippine. Il Capitolo, con votazione segreta e a larghissima maggioranza, ha accordato a questi due rappresentanti pieno diritto di partecipazione al Capitolo. I componenti effettivi dell'Assemblea salgono così a 79. Sono inoltre presenti i Presidenti delle Commissioni Generali per Spiritualità e Apostolato e Giustizia e Pace. Sede del Capitolo è la Curia Generale dell'Istituto, ubicata in Via Casale s. Pio V, 20, su un pianoro prospiciente la cupola di San Pietro. In questa Ventesima Sessione, i capitolari sono chiamati a lavorare sul Progetto Globale della Congregazione. attraverso riflessioni approfondite su tematiche attuali e innovatrici che hanno per oggetto la comunione al servizio della missione, le Missioni oltre le frontiere, l'impegno sociale, l'animazione vocazionale, la formazione dei futuri membri e le strutture di governo. Nell'ambito del progetto di comunione al servizio della missione particolare importanza viene attribuita alla crescita della famiglia dehoniana, intesa come promozione di vocazioni anche nella secolarità intorno al carisma dehoniano per arricchire la Chiesa e l'Istituto stesso. Per questo motivo durante la prima settimana di lavori saranno presenti anche 8 rappresentanti, religiosi e laici, della Famiglia Dehoniana. La sollecitazione alle missioni oltre le frontiere, come "forma privilegiata del servizio apostolico" pone l'Istituto di fronte a delicati problemi di scelta e ugualmente si dica dell'impegno nel sociale, espressione necessaria della spiritualità riparatrice, propria dell'Istituto, e parte integrante dell'evangelizzazione. Ma non può essere sottovalutata l'importanza dell'organizzazione che riguarda soprattutto le opere, le strutture di governo e quelle comunitarie secondo l'espressione di San Tommaso: ubi ordo deficit, caritas non sufficit: non possiamo risolvere sul versante spirituale delle realtà che hanno bisogno di un intervento strutturale, un servizio di governo, un servizio pastorale

Discorso di apertura del Superiore Generale

Ma lasciamo la parola al Superiore generale, P. Virginio Bressanelli, che ha aperto ufficialmente i lavori del Capitolo. Egli lo ha definito un evento ecclesiale, che interessa tutta la Chiesa, in quanto ci pone al servisio della sua ragione ultima che è quella dell'evangelizzazione. Non un fatto privato, quindi, ristretto al solo ambito dell'Istituto. Il Capitolo è un momento di grazia e di forte azione dello Spirito nella vita della Congregazione. Ed è insieme una esperienza di Congregazione sotto il segno dell'unità nella cariità. Nella pluralità culturale delle varie Provincie e Regioni si realizza la complementarità delle diverse espressioni culturali del carisma, che danno alla Congregazione un volto universale e un dinamismo ed efficacia particolari nella sua missione. . Ponendo la Congregazione di fronte al duplice ineludibile compito di fare il punto su se stessa e di pensare il suo futuro, il Superiore Generale ha sottolineato che i lavori dell'Assemblea Capitolare si svolgono in un contesto segnato da molte felici ricorrenze. Il tempo liturgico è quello dell'attesa dello Spirito. Un mese fa, il Santo Padre promulgava ufficialmente il decreto delle virtù eroiche e santità di vita del P. Dehon. Celebriamo quest'anno il centenario della nostra missione nello Zaire e i 90 anni della nostra presenza in Finlandia Ricorrono i 50 anni di presenza in Portogallo e in Mozambico e il 50° anniversario dell'erezione delle Provincie della Polonia, Spagna e Gran Bretagna-Irlanda. Ma non possiamo poi dimenticare il contesto mondiale, segnato da un cambio epocale che costituisce una grande per la missione della Chiesa e della Congregazione. La dimensione sociale della nostra spiritualità non può non interpellarci sulla cruda imposizione del neoliberismo che opera attraverso un'economia di mercato e di consumo dove c'è sempre meno posto per i più poveri e per i più deboli. Dobbiamo fare nostra la realtà del mondo attuale con le sue aspirazioni di libertà, giustizia, pace, riconciliazioneŠ, con i suoi bisogni di pane, di lavoro, di rispetto della dignità e vocazione umana,Šcon tutta la gioia, la sofferenza e la speranza di tanta gente a cui siamo legati e di tanta altra gente a noi nota sola attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Dobbiamo aprirci a questo mondo perché per quanto vaste siano le frontiere locali delle nostre realtà, non sarebbero mai veramente dehoniane se si chiudessero in se stesse. Ci guidino un grande amore alla Congregazione e la "bellezza della nostra vocazione", com'era nella profonda e insistente convinzione di P. Dehon. E la vita religiosa dehoniana è un carisma che lo Spirito rende ancora piacevole se, negli ultimi sei anni, ha attirato più di 460 aderenti negli ultimi sei anni.

Un pizzico di cronaca della prima giornata

A Roma fa già molto caldo ma i capitolari sono invitati a respirare l'aria fresca del mattino convocati, come sono, alla celebrazione delle Lodi già alle ore 6.30 e alla concelebrazione alle 6.45. Alle 8.45 sono convocati in sala capitolare per la prima seduta. Sono quattro nella giornata. Com'era possibile prevedere, la prima mattinata è stata alquanto movimentata per l'avvio dei "grandi lavori". Il "coordinatore esecutivo di preparativi" (titolo ufficiale!), P. Bernard Rosinski, ha dovuto sbracciarsi non pocoŠe non sempre è riuscito ad essere esaustivo per cui ha dovuto ripetere diversi interventi. Persino per distribuire i biglietti dei bus cittadini: un subdolo invito all'evasione, magari nelle ore notturne? Sta di fatto che il "coordinatore" ha dovuto dare molte spiegazioni per evitare le insidie dell'allarme che entra in funzione dopo mezzanotte! Quando si dice la generosa e puntigliosa organizzazione! Ma il piglio più deciso lo ha dimostrato la responsabile dell'équipe della traduzione simultanea, garbata e gentile signora la quale, in chiarissime note francesi che sembravano quelle della marsigliese, ha fornito spiegazioni e ha richiesto prove per l'uso degli apparati di diffusione. Efficienza impeccabile ma messa in crisi (un po' di umiltà!) dal salto di un fusibile proprio quando il Presidente della celebrazione eucaristica (il Superiore Generale), stava per dare inizio alla sua omelia. Ma in questa faccenda l'impeccabile pedagoga non aveva nessuna responsabilità.

Sono passati una decina di minuti di silenzio in riflessione sulla Parola di Dio, appena proclamata. Si è creato il buon clima per accogliere l'omelia del celebrante che ci ha fatti sentire riuniti nel Cenacolo, con Maria, con molte finestre aperte allo Spirito che deve essere atteso per rispondere all'urgenza del comando: "Andate e annunziate". Questo nella sala capitolare. Poi, al canto del Credo e del Veni Creator, in processione alla cappella (miracolosamente approntata nelle ultime ore, dice qualcuno), dove è continuata la celebrazione in "glossolalia". Mi si creda, non sono irriverente, ma il liturgista ci ha messo nella situazione di farci sperimentare che veramente il dono delle lingue nella lode a Dio non è un appannaggio dei neo-carismatici. Non c'è molto da dire sul proseguimento dei lavori nel pomeriggio, il cui pezzo forte è stato il discorso di apertura dei lavori capitolari del P. Generale e di cui vi abbiamo già riferito. Possiamo aggiungere che, a conclusione della seduta, il Provinciale della Provincia Zairese, p. Hansen Mathias, ha presentato la sua relazione. Merita una estesa considerazione che vi daremo in seguito per non appesantire troppo questo comunicato. Possiamo aggiungere soltanto che dallo Zaire non hanno ottenuto il visto d'uscita né i due delegati né i sostituti. È assente, per motivi di salute, il P. Birsens della LW che tuttavia spera di raggiungere presto Roma. Stessa situazione per il P. Mahkweliha, Superiore regionale del Mozambico. Non è ancora arrivato il rappresentante della Comunità dell'India, P. Rizzardi, ma è atteso. Dalla Spagna e dall'Indonesia sono giunti i rispettivi primi sostituti per indisposizione dei delegati.

P. Saverio Di Paola