CONGREGAZIONE DEI SACERDOTI DEL S. CUORE DI GESU'
Via Casale s. Pio V, 20165 Roma
Capitolo Generale Comunicato stampa n. 14, 3 giugno 1997
Celebriamo un secolo di presenza dehoniana in Congo-Zaire e domani sera (4 giugno) ci sarà una concelebrazione che sarà pervasa dalla memoria storica di questa ricorrenza nonché da tutte le sfide del presente che la Chiesa, l'Istituto e la Provincia Zairese stanno affrontando in questo momento. Una liturgia eucaristica, va da sé, non è una semplice commemorazione. Sentiamo forte il bisogno di sentirci rassicurati dalla presenza di Cristo che fa sua quella realtà e la presenta al Padre. Ma il primo dehoniano africano chiamato a collaborare al Governo Generale della Congregazione è il mozambicano P. Tomé Mahkweliha, eletto oggi, festa dei santi martiri ugandesi Carlo Lwanga e compagni, al terzo scrutinio della prima sessione di lavori.
Il mio pensiero (e penso non solo il mio) in quel momento si è spostato alle Stanley Falls dove cento anni fa giungeva l'intrepido Grison che però, a differenza dei primi quattro missionari italiani che misero piede in Mozambico, non trovò un coro di voci bianche a salutarlo col "Sia lodato Gesù Cristo", naturalmente in portoghese. La Chiesa cammina nel mondo sulle strade di Dio ma tracciate dagli uomini e questi non dappertutto trovano tracce già segnate. Il P. Tomé ha accettato, a nome dell'Africa tutta. Grazie, P: Tomé!. Gli ho chiesto un breve "curriculum" perché non tutti lo conoscete. Ma voi sapete quanto faticano i cronisti ad avere notizie? A volte si espongono anche a seri pericoli. Non è questo il caso, ma quando le avrò ve le comunicherò. Intanto... we must go on.
Nella prima sessione pomeridiana si è proceduto all'elezione del quarto Consigliere. Quando leggete che ci sono voluti tre scrutini per eleggere P. Tomé, non pensate a strategie di grandi scontri. Niente di tutto questo. A mio giudizio, forse col beneficio di qualche perplessità, i Capitolari hanno già tutti in mente situazioni e nomi. Ma il fatto è un altro: chi deve essere eletto prima, chi dopo?. Ordine, reverendi Capitolari; ordine e calma: tanto nessun posto resterà vuoto e mi pare che siete guidati da saggezza sufficiente. Edotti dall'esperienza, hanno accelerato il cammino; però, chi viene prima: l'Europa (quella del Nord, penso, perché quella del Sud sembra sistemata) o prima l'Asia? E così ci sono voluti due scrutini perché saltasse fuori il nome di P. Mis Ryszard che vedo in una simpatica foto tra le dodici che sono pubblicate su otto paginette celebrative del 90° della presenza dehoniana in Finlandia. Non è tra i capitolari e quindi gli va rivolta la domanda di rito, via telefono. Ma non ci vorrà dare il dispiacere di non accettare. P. Zdzislaw Huber, suo compagno confratello e compagno di missione in Finlandia e che si sta dando molto da fare con la macchina da presa per fare un bel documentario sul Capitolo, lo aspetta per fargli una bella foto. Questo senza voler togliere il mestiere alla solerte collega Mary Gorski che si dà molto da fare, con e senza zoom.
In attesa di eleggere altri due consiglieri, l'Assistente generale e l'Economo generale, i Capitolari sono tornati sulle strutture di governo, nell'ambito del Progetto Globale. I capitolari hanno esaminato le strutture di governo che dovrebbero essere prese in considerazione. Lavoro sapiente, direi puntiglioso ma animato da volontà sincera di "fare bella figura". Un autore italo-americano dice che questo è un "pallino" degli italiani (John Navone S.J., The Land and the Spiriti of Italy). Bella figura, ma di fronte a chi? Al Padre, al Figlio e allo Spirito santo, alla Beata Vergine, alla Chiesa, a P. Dehon, a tutti i nostri predecessori, ma soprattutto davanti al popolo di Dio (e tra questi i più poveri, materialmente e spiritualmente, che, avvicinandosi al nostro carisma, scoprono che l'amore misericordioso di Dio è sempre disponibile). Non è uno scherzo da niente e... ubi ordo deficit, caristas non sufficit.
Non vi affliggiamo con i particolari di un lavoro piuttosto pesante che poi avrà i suoi frutti nel tempo. Se vi dicessi adesso tutto io che cosa vi racconteranno i vostri delegati al Capitolo al loro ritorno? E soprattutto così evitiamo le contraddizioni. Ma si sta delineando una decisione saggia: un Capitolo Generale non ha a disposizione un ufficio legislativo e quanto altro servirebbe per fare una lavoro serio. È sufficiente che indichi obiettivi precisi (il più possibile) e i percorsi per raggiungerli: guai, (è lo spirito del Capitolo!), se volesse mettere tutto a posto. Ve lo immaginate un avvenire "intrappolato", senza dinamica, senza dialettica, addirittura senza... sorprese?. Quelle poi ci pensa il buon Dio a mettercele sulla strada. Leggiamo con piacere sul foglio di sintesi che riguarda questo argomento: "Il capitolo Generale dovrebbe incaricare il Consiglio Generale di risolvere le questioni di governo suscitate dal Capitolo nel modo che considera migliore, secondo i vari problemi, per esempio, commissioni a hoc, comitati di esperti, coinvolgimento dei rappresentanti dell'area...". Non mi dite che vi appare davanti Ponzio Pilato! Le questioni di governo suscitate dal Capitolo sono lì, elencate in buon ordine, magari un po' troppe, ma messe in ordine... decrescente. In questo percorso ci si è imbattuti in una delle mozioni ammesse alla discussione, presentata dalla Provincia IS. "Rivedere la rappresentatività al Capitolo Generale da parte delle piccole provincie. Proposta: da 0 a 30 religiosi sia mandato solo il provinciale". Ma forse avranno detto: "fino a trenta religiosi...", perché da 0 a... che senso ha? Diciamo subito che la Provincia proponente non ha insistito. Quante sono le Provincie che attualmente sono in stato di sofferenza, al disotto dei trenta membri? Però fino a quando una Provincia esiste, esiste con tutti i suoi diritti e dooveri. E poiché le sante regole dicono saggiamente che i membri eletti del Capitolo debbono essere in numero superiore a quelli che vi partecipano di diritto, se venissero solo i Provinciali che succederebbe?. E il "Noi" Congregazione? Siamo sempre lì: ci mancherebbe che proprio mentre si costruisce il "Progetto Globale" si arrivasse al punto che i "poveri" non hanno voce in Capitolo! Si è scomodato un po' tutto: teologia, sociologia, carisma, profetismo e quanto altro mai. La nota positiva è che il campanello di allarme è servito a riaffermare valori molto positivi. La mozione è stata liquidata: 55 no, 11 sì, 12 astensioni.
E tra i "poveri" spunta il Madagascar (ma non sarà un falso povero?) che si agita in travagli di parto. Di Provincia non se ne parla perché il "treppiedi" della pentola del riso è ancora malfermo (ma promette bene); non è ancora nemmeno il caso di avviare il discorso Regione perché queste hanno sempre una dipendenza da una Provincia madre, ma in questa situazione sono due LU e IM. che non ricorrono a Salomone perché il figlio, grazie a Dio, è vivo. Salomone però ci vuole per "inventare" una Regione a statuto speciale. Il Capitolo comprende che non si può aspettare troppo, perché stanno nascendo altre realtà che richiedono anch'esse una sistemazione: Filippine, India... Non è quindi soltanto piagnisteo malgascio. Per grazia di Dio, sono tutte belle realtà, un vero anticipo pratico di Progetto Globale in uno dei suoi aspetti, ma pensate ai novizi, ai neo-professi: a quale Provincia appartengono? E se non volessero appartenere a nessuna delle due ed essere figli di madre legittima e basta? E il Capitolo provvederà, vel per se vel per alium. Parola di Capitolo e di boureau de presidence. Un'ampia consultazione di esperti prima del Capitolo sulla proposta dell'economo laico. Pareri negativi, tutti. Il Capitolo cancella. Abbiamo captato la notizia che P. Mis ha accettato. Grazie, Ryszard! E così siamo a quattro. Soddisfatti?
Saverio Di Paola