CONGREGAZIONE DEI SACERDOTI DEL S. CUORE DI GESU' Via Casale s. Pio V, 20165 Roma

Comunicato stampa 15 maggio 1997

PER RENDERSI DISPONIBILI ALL'AZIONE DELLO SPIRITO

La giornata è stata dedicata interamente alla preghiera e alla meditazione: i capitolari, sentono la necesstà della presenza dello Spirito messi come sono di fronte al compito della configurazione del Progetto Globale di Congregazione. Il clima in cui la giornata si è svolta, testimonia della presa di coscienza dei capitolari che se Dio non costruisce la casa invano vi faticano i costruttori. In apertura di seduta, il P. Generale ha comunicato all'Assemblea che questa giornata è seguita in modo particolare nella Congregazione col sostegno della preghiera di molte comunità che hanno inviato dei fax di partecipazione. Il P. Camillo Maccise, Superiore generale dei Carmelitani Scalzi, ha svolto con sapiena il tema che gli era stato proposto: LA MISSIONE DEL RELIGIOSO OGGI ALLA LUCE DI VTA CONSECRATA. È stata la Commissione preparatoria a suggerire argomento e relatore. Si può aggiungere che il P. Maccise è legato da stretta amicia col P. Virginio Bressanelli e possiamo dire che questo ha aggiunto un profondo tocco di fraternità al servizio che ci ha reso. Non ci assumiamo il compito di fare una sintesi del suo sapienziale intervento (potrebbe essere pubblicato per esteso negli Atti del Capitolo). Ma ci sembra utile sottolineare che il P. Camillo Maccise, messicano, attuale presidente dell'Unione Superiori Generali (USG), è teologo molto impegnato nella teologia della liberazione, in senso assolutamente ortodosso, il che vuol dire veramente ispirato. Lo si comprende benissimo dalla citazione di passi di documenti ufficiali (ad esempio i nn.31, 69 della Vangeli Nuntiandi, il n. 4 della Christifideles laici, della Redemptor hominis), e dal contenuto che egli riscontra nella nuova evangelizzazione, (l'amore sino alla fine, profezia nelle grandi sfideŠ, sono alcuni sottotitoli della sua meditazione). Nella sua lettura di Vita Consecrata, additando i Nuovi Orizzonti che vanno scoperti nella lettura dei segni dei tempi e dei segni dei luoghi, ci lancia per un momento sulla strada di Puebla che ha visto il volto sfigurato di Cristo nel volto dei fratelli sofferenti. E tra gli "aeropaghi" della missione ci invita a guardare ai nuovi martiri, quelli della giustizia. In questo campo ci da una primizia. È al lavoro una commissione per preparare il Martirologio del secolo XX per il 2.000. Si incontrano difficoltà per la colorazione politica che può essere "appiccicata" a questi testimoni, ma sta di fatto che già sono giunte 3760 schede di segnalazione che per il 97% riguardano religiosi e religiose. E i laici? Ci sono certamente ma il fatto che non vengano segnalati sta a dimostrare che, purtroppo, nelle diocesi manca la memoria storica e non solo quella. Ci preme di segnalare un altro punto forte della meditazione: l'urgenza di superare la dicotomia tra spiritualità ed evangelizzazione-apostolato. Come testo risolutivo indica il n. 4 della "Apostolicam acttuositatem"! Infine ha invitato ad essere puntuali all'appuntamento con la storia. Ha citato a questo proposito un testo di D. Bonhoeffer che ci dispiacerebbe non comunicarvi:

"È mai possibile che il cristianesimo, un tempo iniziato in forma così rivoluzionaria, ora abbia sempre una tendenza conservatrice? E che ogni nuovo movimento debba aprirsi la strada senza la Chiesa e che la Chiesa sia sempre indietro di vent'anni nel cogliere la sostanza di ciò che accade? Se effettivamente continuerà ad essere così, non ci dobbiamo meravigliare che anche per la nostra chiesa tornino tempi in cui si richiederà il sangue dei martiri. Ma questo sangue, ammesso che abbiamo ancora il coraggio e la fedeltà necessari per versarlo, non sarà così innocente e luminoso come quello dei primi testimoni. Sul nostro sangue, infatti, graverà una grave colpa: la colpa del servo inutile, che viene buttato fuori nelle tenebre" (D. Bonhoeffer, Fedeltà al mondo, Brescia 1995).

Ma,nonostante tutto questo, quel martirologio annunziato, e che certamente si farà, testimonierà ancora che lo Spirito non ha abbandonato la sua Chiesa. Quello Spirito che non ha un volto umanamente raffigurabile. a differenza di Dio, Padre e Madre; del Fglio, che per noi è il Cristo. Egli è vento, fuoco, tempesta, colombaŠ:ma ci sono i suoi frutti. Dove c'è Lui si crea la comunità, unità nella diversità; si crea la libertà, frutto dell'amore sino alla fine; nasce la "parresìa" che è fiducia, coraggio, creatività (dall'omelia del P. Camillo).

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Quanto è cambiata effettivamente la Chiesa dopo il Vaticano II?
Quanto è cambiata la Vita Consacrata?
Quanto è cambiata la liturgia?
Tanto? Poco? Niente?
Una domanda all'esame di liturgia nel clima preconciliare: "Chi occupava il terzo posto nelle processioni stazionarie"? L'esaminando risponde: "Il diacono a cavallo". Trenta e lode!

Rapporto sulla Provincia Zairese

Sapete che la relazione è stata presentata ieri (!4/05/97) dal P. Provinciale Hansen Mathias. Abbiamo sofferto e sperato con lui mentre ce la esponeva. Ve ne diamo qualche notizia oggi, giornata di meditazione e preghiera, nella quale certamente la situazione (comunità cristiane e religiose, le persone singole, le opere, i buoni e i cattivi) è stata al cuore dei capitolari. Il 4 giugno ci sarà una concelebrazione per mettere tutta questa triste realtà nelle mani di Dio Padre. La situazione politica, economica e sociale nella quale attualmente vive lo Zaire è nota a tutti (ne avete notizie quotidianamente). Questa situazione, dice il P. provinciale, esige da ogni religioso SCJ e da ogni missionario, grande forza di spirito, disponibilità al sacrificio e capacità di adattamento. Ma durante gli ultimi tre anni, anche in questo clima tanto difficile che non è da ieri, due avvenimenti importanti hanno segnato la vita della Provincia: - la redazione e l'approvazione del progetto provinciale, lavoro durato più di quattro anni e approvato dal Capitolo provinciale del 1996; - la preparazione e la celebrazione del Centenario dell'evangelizzazione nelle diocesi di Kisangani e di Wamba e il Sinodo diocesano. Le opzioni fondamentali dei Dehoniani, di fronte alle sfide della società, della Chiesa locale e della stessa Provincia, sono queste. - la vita comunitaria, - la pastorale delle vocazioni e la formazione, - le opere sociali, - la formazione dei fedeli. Chi sono gli operatori che si prendono in carica questi progetti? Sessantacinque religiosi: 20 zairesi, 13 polacchi, 11 italiani, 6 belgi, 5 olandesi, 5 brasiliani, 3 lussemburghesi, 2 americani e 1 spagnolo. Quibdici comunità di cui 6 sono parrocchie. Due sono le opere sociali per la promozione della giustizia sociale e l'affrancamento da tutte le strutture disumanizzanti e di asservimento presenti nelle nostre parrocchie. 1) la Maison saint Laurent, opera esclusivamente nostra che si prende cura dei ragazzi di strada per farli studiare e insegnare un mestiere, per reinserirli nella vita attiva; 2) 2) il Centro SIMAMA (opera diocesana), affidata alla cura del P. Martin Konings, coadiuvato dai confratelli.È un centro che si prende cura di moltissimi ragazzi con handicap fisici. Su tutte queste e molte altre realtà che mettono la Provincia Zairese di fronte a serie sfide, ci riserviamo di darvi ulteriori informazioni. Soprattutto per quanto riguarda la celebrazione del Centenario dell'evangelizzazione dell'Alto Zaire dove la Chiesa è stata portata dai sacerdoti del S. Cuore.

Un pizzico di cronaca

Può darsi che i nostri capitolari si aspettassero di essere ospitati in un albergo a 5 stelle dopo la ristrutturazione della Curia Generale. Forse ne mancano due o tre, ma abbiamo fiducia: Roma non è stata costruita in tre anni. E comunque va detto a onore dei capitolari che sui loro volti non si vedono segni di forti disagi. D'altra parte, il P. Generale ci ha invitati a stare in attesa dello Spirito in un Cenacolo dalle molte finestre e porte spalancate! Fuori metafora, siamo veramente in clima di Progetto Globale: che senso avrebbe il "tutto sistemato", mentre dobbiamo mettere mano alla grande ristrutturazione della missione evangelizzatrice della Congregazione?

Qualcuno ha chiesto di comunicare all'Istituto i nomi dei partecianti al Capitolo a vario titolo. È un'informazione che riteniamo giusta e passiamo pari pari la richiesta al nostro coordinatore esecutivo P. Rosinski che ha tutto nei suoi computers. A che serve l'Internet se non a soddisfare giuste richieste di informazione?

È stata chiesta udienza al Santo Padre. Se ci sarà vi comunicheremo la data, augurandoci che non vogliate intasare il teraffico aereo per l'occasione. Generalmente quste udienze si svolgono in ambienti non troppo grandi.

P. Saverio Di Paola