CONGREGAZIONE DEI SACERDOTI DEL S. CUORE DI GESU'
Via Casale s. Pio V, 20165 Roma

Capitolo Generale

Comunicato stampa n.9 - 26-27 maggio 1997

Intanto i gruppi linguistici hanno risposto alle domande circa il Progetto Globale. L'espressione "Progetto Globale" non riscuote molte simpatie, ma per il momento non ci si attarda a discuterla. Sarà poi il contenuto che ne suggerirà una più significativa. Le attese hanno superato di gran lunga i timori (che pure ci sono) e anche il perché del Progetto è stato bene illustrato.

Il Superiore Generale ha fatto in aula una buona sintesi delle risposte dei gruppi e ve ne diamo i punti principali. i deve partire dal carisma e dalla missione SCJ, definendo chiaramente la nostra identità, alla luce della nostra spiritualità del SINT UNUM e dei nostri valori specifici (comunione, solidarietà, riparazione, carattere ecumenico. Ci si mete d fronte alla realtà concreta della Congregazione, oggi.

Il progetto deve essere semplice e realizzabile, chiaro nei suoi obiettivi e linee di azione, rispettando i ritmi delle persone e delle Provincie. Ci sono accenni sui contenuti ma per intanto su linee molto generali: nuove missioni, missione nel mondo secolarizzato, possibilità di coinvolgimento nella rievangelizzazione dell'Europa, la formazione internazionale, l'aspetto finanziario ed economico. Anche per gli obiettivi ci sono larghe vedute: maggiore solidarietà, fraternità, comunione e condivisione; una nuova mentalità del "NOI" Congregazione, favorendo la disponibilità, la mobilità, l'interscambio di risorse nel rispetto del principio della sussidiarietà. Si elencano molti aspetti positivi: l'apertura della Congregazione alle problematiche delle missioni SCJ, vivere i problemi locali con apertura a tutta la Chiesa, possibilità di coinvolgimento nelle nuove missioni, maggiore internazionalità ecc.. Qualcuno lamenta che non ci sia stato in precedenza un "Instrumentum laboris", Ma il Comitato preparatorio ha suggerito una diversa strategia proprio per sottolineare il fatto che non si arrivava al Capitolo con un documento elaborato dal Centro. Il Progetto Globale della Congregazione non esiste ancora, ha affermato il Comitato. Il suo lavoro, a nostro modesto avviso, è stato molto sottovalutato. Le sei grandi tematiche, sono state enunciate e non sono campate per aria; sono state enucleate in 26 questioni molto sollecitanti. La sintesi delle risposte delle Provincie è stata fatta senza nessuna interpretazione. E piace anche ricordare il suggerimento dato dal Comitato: "dobbiamo imparare ad aprire il nostro orizzonte e a guardare le problematiche con uno sguardo non più centrato sulle realtà della propria Provincia, ma con un atteggiamento e una mentalità congregazionale. Questo progetto globale intende una inculturazione del nostro carisma dehoniano - con tutte le sue sfumature ed espressioni - nel mondo odierno, per poter rispondere alle sfide di oggi. In questa pluralità e varietà c'è il Sint Unum di P. Dehon che ci unisce nel nostro sforzo verso una maggiore comunione e condivisione della spiritualità, delle persone, dei beni". Si è perso parecchio tempo in aula per ripetere, in forma non sempre molto chiara, le stesse cose.

Ma c'era bisogno anche di dissipare molti timori, a cominciare dalle difficoltà pratiche presentate dalla redazione di un Progetto che potrebbe apparire ambizioso. E se tutto si riducesse a una lista di buoni propositi, una semplice dichiarazione di principi senza linee operative. Servirebbe questo a motivare la base? A questo proposito qualcuno esprime perplessità sull'impatto che un Progetto, costruito nel Capitolo potrebbe avere sulla Congregazione. Ma francamente la cosa ci sorprende, dopo tutto lo scambio di idee che c'è stato nelle Provincie su questo argomento. La risposta viene dall'interno stesso dal Capitolo con la constatazione che la Congregazione si aspetta invece qualcosa di veramente innovativo da questo Capitolo. Ed è confortante sentire l'affermazione di un formatore, non più molto giovane, che soprattutto i giovani si attendono indicazioni coraggiose per il futuro della Missione SCJ. Va da sé che non poteva mancare qualche timore sull'eccessiva istituzionalizzazione e centralizzazione che il Progetto potrebbe comportare, quasi come strumento di potere che togliesse al Governo Generale il suo ruolo ispirante, rendendolo più esecutivo, a scapito della creatività locale. Dopo la relazione dei gruppi, con votazione deliberativa 74 Capitolari hanno accettato di trattare l'argomento; ci sono stati 2 no e 1 astenuto. E così i Capitolari sono stati invitati a mettersi al lavoro per cominciare a delineare i contorni del Progetto. La domanda è questa: -Tenendo conto del cammino fatto fino ad ora e delle sfide emerse, quali sono gli elementi che devono far parte del Progetto Globale? Perché?

Dalle risposte sono emerse queste indicazioni che sostanzialmente riportano le tematiche sulle quali il Comitato preparatorio aveva invitato le Provincie a riflettere. Ve le elenchiamo nell'ordine di importanza che si desume dalla segnalazione che hanno avuto nei gruppi che, come sapete, sono otto.

LA MISSIONE e le missioni (sette gruppi). Si sottolinea, tra l'alto, che è un nostro servizio qualificante nella Chiesa e nel mondo. Si dice che bisogna preparare il personale e mettere a disposizione i mezzi necessari. Sia caratterizzata dal dialogo ecumenico e sovrareligioso (cioè, interessarsi anche di quelli che non hanno religione). CONDIVISIONE - COMUNIONE - COLLABORAZIONE (sette gruppi). Motivate dal SINT UNUM, la condivisione è il banco di prova, dove si mostra il nostro senso di salidarietà. IMPEGNO SOCIALE (sei gruppi). È l'esperienza di P. Dehon, fa parte dell'evangelizzazione, è espressione della nostra spiritualità riparatrice, tocca i più vistosi drammi odierni, risponde alle sfide del mondo d'oggi. Deve comprendere una migliore assimilazione e diffusione della dottrina sociale ella Chiesa, una presenza più significativa nei mass-media eccŠ FORMAZIONE (sei gruppi). Iniziare i giovani ad una nuova maniera di pensare, creare un senso di appartenenza, di comunione e collaborazione, in forza della propria identità poersonale e religiosa dehoniana di fronte alle sfide del mondo; inserimento nelle diverse aree culturali e geografiche, senza sadicare i giovani in formazione dalla loro cultura. Si fa espresso riferimento alla formazione permanente, attenta all'aspetto teologico per risponde alla crisi teologica e filosofica del mondi di oggi. Tra i mezzi viene menzionata la Casa di Roma I. GOVERNO (quattro gruppi). A nuovi problemi deve rispondere una nuova animazione, con revisione delle attuali strutture di governo per rispondere meglio alla Missione. L'animazione di governo sia efficace e ispirante. Aumentare il numero dei Consiglieri GeneraliŠ VOCAZIONI (quattro gruppi). La pastorale vocazionale sia precisa, chiara, completa, tipicamente dehoniana; richiede accompagnamento personale. PASTORALE GIOVANILE (tre gruppi). È un mondo bersagliato dalla realtà attuale, ma il mondo dei giovani è il futuro. Abbiamo perso il mondo operaio e quello della donna; non possiamo perdee anche questo. FAMIGLIA DEHONIANA (due gruppi). C'è in atto un cammino di condivisione della nostra spiritualità che tuttavia esige delle chiarificazioni. ALTRI TEMI. Sono parecchi. Accenniamo all'attenzione da dare alla secolarizzazione crescente, alla nuova evangelizzazione, alla politica della cultura (investimento intellettuale), alla situazione delle Provincie anziane, all'aggiornamento del vocabolario della nostra spiritualità per il mondo d'oggi.

Queste tematiche sono state affidate allo studio dei gruppi con questa metodologia: tutti gli otto gruppi debbono rispondere alle problematiche sul governo. Le prime quattro tematiche, per adesso, sono affidate allo studio di coppie di gruppi. Seguiranno poi le altre.

Circa il lavoro dei gruppi, c'era stata una proposta di organizzarli non in gruppi linguistici ma geografici o continentali per scoprire (è detto nella motivazione) le realtà apostoliche per le quali dobbiamo ricorrere alla solidarietà internazionale, per rimanere o diventare significativi come dehoniani e per rispondere meglio alla nostra missione di evangelizzazione nel mondo d'oggi. La proposta è ritenuta valida ma, come metodo di lavoro sarà presa in considerazione in un secondo momento; per adesso è bene andare avanti con i gruppi linguistici.

Allarme rientrato. Era stata presentata al Capitolo una mozione firmata da 30 Capitolari per l'elezione anticipata del Superiore Generale in vista della visita al Santo Padre. Il Capitolo in aula, a larga maggioranza: 61 sì, 16 no, aveva accettato di prendere in considerazione la mozione. Questa mattina (27 maggio), dopo un confronto di opinioni espresse nei gruppi, si è ribaltata la situazione. Il punto di riferimento era l'udienza del papa, ma le motivazioni che avevano posto l'elezione del Superiore Generale alla fine del lavoro sul Progetto Generale sembrano avere la prevalenza. Il Superiore Generale, chiamato in causa, espone la sua opinione. Si va dal Papa come Congregazione e non per presentare il nuovo Superiore Generale che, del resto, non avrebbe ancora i suoi Consiglieri. Ritiene valide le motivazioni per l'elezione al 31 maggio. L'Assemblea Capitolare vota: 78 presenti, 57 no 21 sì. La mozione è respinta.

Un filo di cronaca. La delegazione tedesca, con "INFO SCJ",sta facendo un ottimo lavoro di informazione alla Provincia. Complimenti! In lingua portoghese, invece, abbiamo "ACTAE LIBERAE - 01". Non ne conosciamo la fonte (questa è una provocazione! Si faranno vivi!). È una carrellata sui pettegolezzi del Capitolo (ci sono anche quelli, per risposare la mente), condita con qualche vignetta. Non siamo in gradi di trasmettervele. Ma ci potrebbe pensare INTERNET (se non lo ha ancora fatto). Questa mattina (27 maggio), abbiamo pregato in fiammingo. Io purtroppo ho pregato solo nello spirito, ma il coro era poderoso: chi pensa che la Provincia Fiamminga ha il respiro affannoso? Il P. Osnildo Klann, (Provinciale BM), non è stato bene. Un colpo d'aria ad Assisi o un attentato gastronomico all'Istituto Missionario di Foligno?

Saverio Di Paola